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Riconsideriamo i risultati sperimentali ottenuti accelerando gli elettroni:
| Energia fornita (MeV) | Velocità effettiva |
| 0,01 | 0,19 c |
| 0,02 | 0,27 c |
| 0,03 | 0,33 c |
| 0,05 | 0,41 c |
| 0,10 | 0,55 c |
| 0,50 | 0,86 c |
| 1,00 | 0,94 c |
| 2,00 | 0,98 c |
| 3,00 | 0,99 c |
L'energia fornita si trasforma in energia cinetica, ma, come abbiamo visto non è possibile utilizzare la usuale relazione classica perchè non c'è una proporzionalità diretta tra energia cinetica e quadrato della velocità.
In un riferimento solidale agli elettroni, essi hanno solo energia a riposo, ma nel sistema di
riferimento del laboratorio dove gli elettroni sono in moto con velocità v = β c, anche l'energia
deve essere moltiplicata per il fattore di dilatazione 
L'energia totale relativistica E di particelle di massa m in moto con velocità v = β c vale:
L'energia totale E è la somma dell'energia a riposo E0 e di quella di movimento o cinetica K. Si può quindi scrivere:
E = E0 + K = m c2 + K = γ m c2
L'espressione dell'energia cinetica relativistica K si ottiene allora per differenza:
Utilizziamo questa relazione per calcolare l'energia cinetica relativistica degli elettroni in moto. Completiamo la tabella precedente calcolando il fattore γ per ogni valore del parametro di velocità β e moltiplichiamo (γ - 1) per l'energia a riposo degli elettroni che è E0 = 0,51 MeV. Si otterrà l'energia cinetica K in MeV.
| Energia fornita (MeV) | β | γ | K = (γ - 1)* 0,51 MeV |
| 0,01 | 0,19 | 1,02 | 0,01 |
| 0,02 | 0,27 | 1,04 | 0,02 |
| 0,03 | 0,33 | 1,06 | 0,03 |
| 0,05 | 0,41 | 1,10 | 0,05 |
| 0,10 | 0,55 | 1,20 | 0,10 |
| 0,50 | 0,86 | 1,96 | 0,49 |
| 1,00 | 0,94 | 2,93 | 0,98 |
| 2,00 | 0,98 | 5,03 | 2,05 |
| 3,00 | 0,99 | 7,09 | 3,11 |
L'energia fornita pertanto diventa energia cinetica degli elettroni. La conservazione dell'energia è salva anche nella fisica relativistica. Le particelle accelerate nei grandi acceleratori trasportano quindi una energia E = γ m c2 data dalla loro energia a riposo e da quella cinetica. Nella collisione di particelle veloci la massa si annichilisce ed al posto della massa mancante compare dell'energia sotto forma di radiazione o fotoni. Questa energia a sua volta si ricondensa in massa dando vita a nuove particelle. Gli esperimenti al CERN di Ginevra studiano questi particolari eventi.
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